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Ritiro intensivo di Consapevolezza

“La verità non è nè il tuo sapere nè le tue idee, la verità è il tuo essere.
Tu sei la verità. Dove mai potrai cercarla se non dentro di te?” Osho


L’Intensivo di Consapevolezza, all’origine chiamato Intensivo di Illuminazione, è un ritiro di tre giorni che ha come scopo trovare se stessi. E’ strutturato in modo che le domande esistenziali: “Chi c’è dentro?” e “Chi sono io?” siano la base di una ricerca interiore totale e appassionata.
I due Koan Zen, indicano la direzione verso l’interno, verso quel luogo dove si è finalmente a casa, indagarli apre e fa trovare la via. L’amore profondo per la verità, insieme all’intenzione di volerla trovare, sono i requisiti per questo viaggio, che fa entrare nell’esperienza diretta di chi siamo veramente, in un lampo di consapevolezza, di risveglio illuminato, che dissolve ogni separazione e condizionamento. All’improvviso si scopre che tutto ciò che si è sempre cercato fuori e lontano, tutto quello che si è sempre rimandato a un altro tempo, che si è proiettato su qualcun altro, è qui, è sempre stato qui, è la nostra Vera Natura. Nell’intensivo la pratica fondamentale è quella con il koan, davanti a un partner, invece che in silenzio davanti al muro, come anticamente succedeva nei monasteri Zen. Il sostegno e la presenza della persona di fronte, crea circolarità energetica e fa si che il processo sia velocizzato.

Che cosa offre l’Intensivo:

- Avere l’esperienza diretta dell’Essere, della nonmente, del risveglio.
- Scoprire che il bene più prezioso che possiedi sei tu, che hai tutto il diritto di avere una vita soddisfacente e che possiedi le risorse   per viverla a pieno.
- Sperimentare tecniche di meditazione attive che aiutano la purificazione del corpo, emozioni, mente
- Migliorare il tuo modo di comunicare e ascoltare.
- Allenamento della presenza in modo che diventi un sostegno anche nel quotidiano.

 

All’incirca 15 anni fa , partecipai per la prima volta ad ritiro intensivo  e non conoscevo quasi nulla della meditazione.
Sentivo che avevo bisogno di qualcosa che non trovavo più nella mia vita ordinaria.
Quando lessi, su una locandina, la breve descrizione del ritiro, alcune parole risuonarono in me e mi sentii immediatamente attratto.
La mente provò ad interferire e suggerirmi di non farlo,”cosa vai a rinchiuderti in un posto per tutti quei giorni..che senso ha?, Ti annoierai, ti stancherai e bla bla bla”, la sete di me ha prevalso e mi ci buttai.
Quello che sperimentai in quei giorni è ancora impresso e vivo in tutto il mio essere, posso ricordare i visi delle persone che erano con me,
l’atmosfera del luogo, il sapore del cibo che sembrava nuovo, come se mangiassi per la prima volta. L’intimità con me stesso persa da tempo
mi dava una gioia  talmente grande che pensavo di non poterla contenere! E poi le esperienze dirette, l'intensità
della mia energia, il gusto di sentirmi vero e vivo come non lo ero da tanto tempo. E stato un ritorno a casa, un ritrovare la mia anima, 
un tornare ad essere umano. Nei giorni che seguirono, pensai molto ai miei cari, ai miei amici a tutti gli esseri umani e a quanto beneficio avrebbero potuto trarre da un processo di quel tipo. Per questo decisi di diventare facilitatore e restituire cosi, un pò dei regali e dell’abbondanza che questo processo mi ha donato.

Ramdas

Avventurarsi in un ritiro di tre giorni come questo è una profonda ed intensa possibilità di indagare in maniera radicale. Con il koan “Chi sono io?”, che è una domanda esistenziale, non è possibile avere una risposta discorsiva o lineare. E’ bensi possibile avere un’esperienza diretta della presenza. Una realizzazione, uno squarcio, un attimo dove è possibile il contatto con la presenza dell’esistenza e della realtà senza filtri. In questi momenti ciò che è reale è presente, l’esperienza dell’”Io sono”. Il ritiro è uno spazio protetto in silenzio e isolamento, adatto per praticare sia per i principianti  e sia per coloro che vivono la pratica con intensa curiosità e amore per il vero. Lo spazio protetto, una dieta appropriata, le meditazioni attive e il contatto con la natura, supportano il processo con gentilezza.

Tre giorni completamente per continuare a praticare lo stare dentro se stessi e muoversi poi verso il mondo dopo una profonda riconnessione, lasciando andare quello che non è “adesso”.

Kapil

 

 

"Il modo in cui ora guardo alla mia vita, alle situazioni, ai cosidetti "problemi" contempla possibilita'  e risorse per me inimmaginabili fino a poco tempo fa"

- Valentina Franchi
bancaria

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