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Blog Agosto - Ottobre 2015

Posted on Jun 14, 2016 by Avikal

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Illuminazione, risveglio, liberazione, realizzazione sono parole che ßconfondono e non vanno neppure vicino al rappresentare l’esperienza. Sarebbe certo molto più appropriato usare gerundi come risvegliandosi, illuminandosi, liberando e realizzando ma questo sarebbe ancora più difficile per la mente da afferrare.  Possibili un evento ed un processo allo stesso tempo?
Eppure, ovunque, la natura mostra questa paradossale sincronicità e solo la mente è incapace di afferrarla.
Il risvolto più penoso di quest’incapacità e’, per il ricercatore, l’attaccamento all’evento illuminazione. L’aspettativa di un attimo che, cambiando tutto, gli garantisca la pace perenne e l’estasi.
Eppure l’assoluta maggioranza dei ricercatori non riesce (e forse non vuole…) a liberarsi di questa semplice illusione. Continuano a giudicare se stessi e gli altri attraverso categorie statiche e pregiudizi fondati su di esse.
“Illuminandosi e risvegliandosi” e’ un processo composto d’eventi allo stesso tempo collegati, ma non dipendenti secondo un rapporto di causalità. Se e’ vero che un evento oggi e’ la risultante di eventi precedenti, e’ allo stesso tempo impossibile isolare un rapporto di causalità con un numero limitato di eventi precedenti. Così trovare ragioni e spiegazioni di “ciò che e’” e’ solo un tentativo della mente di manipolare il presente e tentare di controllarlo, per trovare sollievo di fronte all’immensità del mistero  dell’esistenza e mettere a tacere la nostra paura.
Mentre per la scienza e’ possibile (e utile…) proporre una tesi basata su certe ipotesi, esistenzialmente solo l’idea di isolare ipotesi è ridicola. Mai saranno prese in considerazione tutte la variabili  presenti un secondo dopo l’altro.
“Illuminandosi” e’ la naturale evoluzione della specie e la manifestazione della potenzialità di ogni individuo. Smettere di affannarsi accelera il processo liberandolo di credenze e pregiudizi che lo rallentano.

 


17/8
Riflessioni su intenzione, karma, causalita’, attrazione e magia - 1

Avviso ai naviganti: leggi a tuo rischio e pericolo. Se non sei certo di voler fare il surf su onde alte meglio che non entri in acqua.

Nelle Arti Marziali, nella Medicina Cinese, in molte scuole mistiche viene esposto un principio che può aiutare enormemente a capire come noi sosteniamo - inconsapevolmente ma efficacemente - l’attività’ convulsa del pensiero e anche come smettere di farlo..
“L’Attenzione guida la Consapevolezza, la Consapevolezza guida l’Energia”.
Ciò vuol dire semplicemente che dove va la nostra attenzione tende a allinearsi la nostra consapevolezza e dove va la consapevolezza tende a dirigersi la nostra energia. Questa dinamica avviene nella maggior parte dei casi in maniera inconsapevole e quindi senza che ce ne accorgiamo e apparentemente accidentalmente. Cio’ che rende cosciente e volontario l’allineamento e’ la pratica della presenza. Se sono presente posso spostare la mia attenzione a piacimento e quindi la mia consapevolezza e la mia energia.
L’eccesso energetico, che quasi tutti hanno in testa deriva da un eccesso compulsivo d’attenzione al processo del pensiero.
Tutte le meditazioni enfatizzano quindi lo spostare la nostra attenzione al corpo: al respiro, al modo in cui camminiamo, al modo in cui guardiamo o sentiamo o tocchiamo. Non ha importanza l’oggetto fisico della nostra attenzione: il semplice atto di spostarla dal pensiero/immaginazione alle sensazioni fisiche  inevitabilmente  ridirige la nostra consapevolezza ed i flussi energetici.  Quando la nostra attenzione e’ rivolta verso il vuoto, allora sperimentiamo completa libertà e fluidità, non c’e’ oggetto o esperienza che occupano la nostra consapevolezza e controllano l’energia.
Un esempio. Immaginate di essere in una strada molto affollata o nella metropolitana all’ora di punta: se non cercate di controllarlo, il vostro corpo naturalmente sa come muoversi nella folla evitando gli ostacoli e trovando il proprio ritmo, e lo sa fare senza sforzo.
La vostra attenzione e’ naturalmente e spontaneamente a fuoco sullo spazio tra le masse fisiche in movimento, la vostra consapevolezza segue ed adatta il movimento del vostro corpo e l’energia  necessaria a muoverlo. Se tentate di mettere a fuoco la vostra attenzione su un oggetto esterno - ad esempio un’altra persona – o su un oggetto interno – ad esempio un pensiero o un’emozione - vi troverete a scontrarvi prima o poi o a dover controllare l’energia, creando tensione nel sistema.
Ogni pensiero ha bisogno della tua attenzione ed appena l’avrà, afferrerà la tua consapevolezza e succhierà la tua energia, diventando problema ed ostacolo.
L’Ego adora ostacoli e problemi, essi sono i mattoni della sua esistenza.
Lascia i pensieri ai bordi della tua attenzione.
Continua…
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18/8
Riflessioni su intenzione, karma, causalita’, attrazione e magia - 2

Avviso ai naviganti: leggi a tuo rischio e pericolo. Se non sei certo di voler fare il surf su onde alte meglio che non entri in acqua.


Intenzione e’ la risultante della congruenza e allineamento su un punto ( una idea, un’azione, un sentire, una visione, una sensazione, un desiderio, una comprensione ecc…) d’attenzione, consapevolezza ed energia. Piu’ imparo a dirigere e spostare consapevolmente la mia attenzione, piu’ facilmente consapevolezza ed energia si allineano in maniera naturale. Questo e’ alla base dell’attenzione al respiro in Vipassana, alla posizione in Za zen, al camminare consapevolemente, nella prima e terza fase della meditazione dinamica, all’osserare la fiamma della candela nella Meditazione Tatrak…TUTTO IN UN PUNTO! Totalita’ a fuoco su un punto.
Ci sono due modi fondamentalmente per raggiungere questa totalita’ di concentrazione: uno e’ esclusivo e quindi si basa sull’escludere qualunque elemento che non sia quello su cui ci si mette a fuoco e questa e’ la modalita’ piu’ comune e generalmente insegnata nelle scuole ecc dove “il campo della consapevolezza viene ridotto”. E’ come usare un teleobbiettivo nella macchina fotografica (100mm in su).Questa e’ anche la piu’ diffusa modalita' scientifica: controllo dell’ambiente e delle variabili.
L’altro e’ inclusivo che vuol dire lasciare che qualunque input si manifesti nella consapevolezza viene incluso e non c’e’ sforzo alcuno di limitazione del campo bensi’ un progressivo avvicinamento e contatto con l’oggetto della nostra attenzione “all’interno di un campo aperto”. E’ come usare un grandangolo nella fotografia (da 25mm in giu’…).
La realta’ egoica e’ la separazione e quindi l’esclusione, la gerarchia, il paragone, e l’ego - che e’ fondamentalmente frammentato, isolato, diviso, contraddittorio, confuso - ha una difficolta’ intrinseca a mettere a fuoco l’attenzione mantenendo il campo aperto se non per periodi molto limitati e, nella maggior parte dei casi, tende compulsivamente verso l’esclusione e il fuoco ristretto nell’illusione che questo atteggiamento renda piu’ chiaro l’obbiettivo e gli permetta un maggiore controllo sul risultato. Quindi l’espressione dell’intenzione egoica e’ tendenzialmente esclusiva e riduttiva rispetto alla realta’ e si fonda su una percezione dell’universo come fondamentalmente dualistico.Inevitabilmente coincide con sforzo, tensione e rigidita’.
L’intezione essenziale (quella che incarna la presenza e il contatto con il Se’ autentico e la qualita’ della Volonta’ Essenziale) e’ la manifestazione naturale della presenza e della non-separazione dell’individuo e della realta’ in cui vive ed e’ quindi la capacita’ cosciente e naturale di focalizzare tutta l’energia, la consapevolezza e l’attenzione su un punto nel continuo e dinamico mutare del momento presente senza escludere niente.
Intenzione egoica e’ una modalita’ creativa della personalita’ basata sul “fare” per piegare il mondo alle volonta’ personale. Intenzione essenziale e’ manifestazione della creativita’ individuale/universale nella loro coincidenza e riguarda “l’essere”. Ambedue sono aspetti del processo creativo ma l’intenzione egoica ha un potere estremamente limitato preche’ fondato su un allineamento  frammentario e instabile di attenzione/consapevolezza/energia mentre la vera intenzione  - allinemento naturale e cosciente di attenzione/consapevolezza/energia - esprime il potere dell’individuo arreso al tutto e in  risonanza con esso.
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21/8
Riflessioni su intenzione, karma, causalita’, attrazione e magia - 3

Avviso ai naviganti: leggi a tuo rischio e pericolo. Se non sei certo di voler fare il surf su onde alte meglio che non entri in acqua.


Il passaggio dall’intenzione egoica a quella essenziale e’ un evento e un processo allo stesso tempo.?L’evento coincide con la comprensione radicale e completa - non solo intellettuale ma anche nel cuore e nella pancia - della fondamentale illusione in cui vive la personalita’ riguardo alla relazione tra volonta’ individuale e volonta’ cosmica. La personalita’ cerca continuamente di piegare la realta’ alla propria fantasia di grandezza e al proprio narcisismo facendo di tutto per imporre, determinare e manipolare la realta’ esterna affinche’ risponda al suo desiderio; raramente c’e’ successo, nell’assoluta maggioranza dei casi c’e’ fallimento e frustrazione che, in mancanza di comprensione, porta ad ulteriore sforzo e dura determinazione, fino al fanatismo e il fondamentalismo piu’ bieco.?Il processo ha a che fare con l’integrare la comprensione radicale nella vita d’ogni giorno aprendoci al sentire il dolore profondo generato dalla separazione esistente tra volonta’ individuale e volonta’ dell’esistenza e l’anelito all’unita’ e l’unione; ha a che fare anche con l’attualizzare questa comprensione radicale in maniera concreta svelando e lasciando andare il nostro atteggiamento grandioso/miserabile giorno dopo giorno, situazione dopo situazione, relazione dopo relazione.
La comprensione radicale apre la porta a un paradosso: il contemporaneo e complementare manifestarsi di un recupero di potere personale parallelamente ad una resa sempre piu’ profonda a cio’ che e’: potere=apertura, forza=vulnerabilita’, volonta’=resa. Il riconoscimento della fondamentale impotenza del mio sforzarmi, dell’isolamento e frustrazione che esso crea, dell’altalena egoica “dalle stelle alle stalle” aprono le porte ad un dolore profondo e a lungo nascosto riguardante la mia appartenenza a questo universo e il mio posto in esso, e accelera anche il riconoscimento della dinamica karmica: QUELLO CHE METTO NEL CAMPO MI RITORNA, e la necessita’ di prendermi la responsabilita’ di cio’ che metto nel campo. NON C’E’ SPAZIO PER L’AUTOCOMMISERAZIONE!
Come faccio a sapere se lo spostamento da intenzione egoica ad essenziale sta avvenendo? La tendenza allo sforzo e la cocciutaggine che indicano l’intenzione egoica tendono a diminuire mentre aumenta chiaramente un senso di contentezza e di fluire nella quotidianita’ come effetto dell’allineamento della volonta’ individuale con quella dell’esistenza…e molte altre piacevoli sorprese…
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22/8
Riflessioni su intenzione, karma, causalita’, attrazione e magia - 4

Avviso ai naviganti: leggi a tuo rischio e pericolo. Se non sei certo di voler fare il surf su onde alte meglio che non entri in acqua.

KARMA: l’universo funziona come un ecosistema, letteralmente. Quello che metti viene restituito come succede con l’eco. Se metto paura mi torna paura, se metto sofferenza mi torna sofferenza, se metto gioia mi torna gioia, se metto desiderio mi torna desiderio, se metto bellezza mi torna bellezza, se metto abbondanza mi torna abbondanza…i tempi dell’eco sono imprevedibili ma il ritorno e’ certo, effetto del continuo ricrearsi di uno stato dinamico d’equilibrio. Piu’ consapevole e’ l’intezione e chiaro l’allienamento di attenzione, consapevolezza ed energia, piu’ chiaro il messaggio che metto nel campo e piu’ potente e immediata la risposta dell’ecosistema.
Nello Zen, lo stato generale e piu’ basico dell’inconsapevolezza egoica e’ definito “attaccamento al nome e alla forma” e corrisponde a quello che viene chiamato KARMA IO. Colui che vive attaccato al nome e alla forma (e non lo sa…) non fa l’esperienza della realta’ bensi’ solo di una descrizione della realta’ fatta di nomi e forme che vengono assunte come reali. Per cui pensa che chiamare scarpa una scarpa dica qualcosa rispetto all’oggetto in se’, parlare d’amore o di verita’ vuol dire sapere qualcosa dell’uno o dell’altro; mai si domanda: ” Se cambio il nome e chiamo la scarpa fumo o pesce, cambia la mia esperienza diretta (non simbolica…) dell’oggetto?” I simboli del linguaggio hanno preso il posto del reale. Allora chiamo paura o ansieta’ un’esperienza che vivo e rinchiudo in quel nome qualcosa di cui non ho alcuna reale comprensione e conoscenza…e credo di sapere perche’ ho nominato.
In questa situazione di fondamentale inconsapevolezza creo karma muovendomi come un elefante in un negozio di cristalli, ma senza l’innocenza animale. Sono infantile, narcisista e fondamentalmente convinto d’essere la vittima di un’esistenza da cui mi sento separato. Non solo non riconosco la legge karmica, ma pongo con caparbieta’ la responsabilita’ di cio’ che mi succede fuori di me. Allo stesso tempo, come ho scritto nel blog precedente, cerco in ogni modo di convincermi d’essere in grado di condizionare il risultato delle mie azioni
In questo stato di frammentazione e inconsapevolezza il messaggio messo nel campo e’ debole, incompleto, confuso, l’intenzione e’ come una fiamma che trema continuamente e rischia di spegnersi. Solo la presenza ed autenticita’ del vero Se’ puo' stabilizzare la fiamma, renderla luminosa e costante; solo l’intenzione re/sponsabile (che sa rispondere al momento presente invece di re/agire attraverso il passato…) ha la capacita’ di mettere nel campo messaggi chiari che manifestano l’intersezione della volonta’ individuale e quella dell’esistenza. Questi messaggi sorgono spontanemante dall’espereinza diretta (non mediata da nome e forma) della realta’. Karma allora non e’ qualcosa che ci capita e domina la nostra umanita’ bensi’ il movimento dinamico della coscienza cosmica che si manifesta come interazione consapevole tra l’individuo e l’Assoluto, Dio, la Consapevolezza Primaria, Spirito…
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23/8
Riflessioni su intenzione, karma, causalita’, attrazione e magia - 5

Avviso ai naviganti: leggi a tuo rischio e pericolo. Se non sei certo di voler fare il surf su onde alte meglio che non entri in acqua.

Ad ogni effetto corrisponde una causa, e viceversa. Se voglio produrre un certo effetto devo agire sulle possibili cause. Fondamentale intuizione Socratica diventata legge della scienza con Newton nella Terza Legge del Movimento: ”Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”. Ed e’ spesso sulla base di questa intuizione diventata legge che ci sforziamo di creare le condizioni per, di determinare il percorso di, di influire sul risultato, di spiegare noi stessi attraverso il passato, di giustificare qualcosa cercando le possibili cause…OK, di certo puo’ essere utile, e lo e’, enormemente, nell’avanzare scientifico e nel mondo materiale ma siamo sicuri che questa “legge” non sia diventata parte della nostra prigione? Uno dei sintomi di questa prigione e’ l’ossessione con il cercare/trovare il perche’ delle cose, il perche’ del mio sentire o del mio agire in un certo modo…se solo capisco come mai succede questo o quello…se solo posso definire la causa del mio soffrire…se solo posso capire perche’ mi ha lasciato…perche’ non ho successo…perche’ non riesco a manifestare ricchezza o il lavoro che vorrei…
Il bisogno di trovare un PERCHE’ e’ parte integrante dell’attaccamento al nome e alla forma e quindi ad una descrizione della realta’ fatta di simboli dati per reali.
La ricerca del perche’ tende a restringere il campo della mia esplorazione limitando il reale a relazioni comprensibili e definibili e quindi a concetti, valori e credenze che rientrano nella descrizione del mondo in cui esisto. Scompare il mistero, scompare la liberta’, scompare l’imprevedibile immensita’ del momento presente, scompare la fondamentale unione e unita’ con tutto cio’ che c’e’. ORA.
La ricerca di significato: “e’ cosi’ perche’ e’ successo questo e lo so definire…ah! ora si che posso respirare!”. E’ PURA ILLUSIONE. ORA.
Quanto spesso nella tua vita affettiva, sentimentale, nello spirito, nel cuore, nella pancia, nella bellezza, nei momenti di creativita’ e passione, nelle esplosioni espressive, nella meditazione, nel sessualita’ e nel piacere, nella preghiera, nel gioco, nel correre sotto la pioggia o il nuotare nella corrente, in combattimento mentre cala la spada, o con il pennello in mano…quanto spesso ti e’ servito veramente sapere perche’? Conoscere la causa?Ti e’ servita  la logica lineare e il determinismo filosofico di causa-effetto?
Se vuoi cominciare a VIVERE la vita e non subirla, se vuoi essere parte responsabile, efficiente e creativa del karma puoi solo gettarti nel mistero di questo momento e sentirlo lasciando che un’intelligenza molto piu’ vasta di quella causale trovi connessione ed espressione, libera dal “nome e dalla forma”, libera dall’identificazione con un io definito e determinato dalla storia personale.
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02/09
Riflessioni su intenzione, karma, causalita’, attrazione e magia - 6

Avviso ai naviganti: leggi a tuo rischio e pericolo. Se non sei certo di voler fare il surf su onde alte meglio che non entri in acqua.

In poche parole, la legge dell’attrazione dice che attiriamo nella nostra vita cio’ su cui poniamo i nostri pensieri dominanti, le nostre emozioni dominanti, le nostre credenze dominanti (e tutte queste cose sono ovviamente forme piu’ o meno dense di campi vibrazionali. QUESTA ATTRAZIONE AVVIENE FONDAMENTALMENTE INCONSCIAMENTE ed essendo quasi sempre espressione di un’intenzione egoica che, come visto nei blog precedenti, e’ frammentata, confusa, contraddittoria e soprattutto separata dal campo e incapace di risonoscere le forze in movimento che determinano cio' che sta avvenendo (attaccamento al nome e alla forma, attaccamento alla causa/effetto ecc.) ha possibilita’ vicino a zero di aver successo e attrarre SOLO quello che desidera...
Esempio: desidero abbondanza e cerco in tutti i modi di creare un campo vibrazionale che attragga abbondanza…ma, e cerot qui c’e’ un ma,
se non sono consapevole delle credenze negative che possono esistere nel mio inconscio rispetto all’abbondanza (per esempio: attento a non avere troppo perche’ gli altri diventano gelosi…), se non riconosco che l’abbondanza riguarda tutto senza distinzioni e quindi anche abbondanza di rabbia, gelosia, timore, ecc e “spero” (maledetta parola!!!) solo nell’abbondanza di cio’ che mi piace…se voglio abbondanza di riconoscimento e non includo la possibilita’ dell’abbondanza di critiche ecc anche queste informazioni/vibrazioni sono immesse inevitabilmente nel campo…MI PARE OVVIO CHE ESISTO IN UN CAMPO ENERGETICO BASATO SU GIUDIZIO E SAPARAZIONE, PREFERENZE E CONDIZIONI….E SECONDO VOI L’ESISTENZA RISPONDE A QUALCOSA DI COSI’ MINUSCOLO E MESCHINO?…risponde si”! rimandando indietro separazione, confusione, frustrazione, desideri disattesi, nome e forma…ritorno karmico puro e semplice.
Questa idea che il piccolo io al centro della personalita’ abbia la capacita’ d’influire o addirittura determinare a sua volonta’ la risposta del campo energetico cosmico e’ tipica della mania di grandezza del narcisismo dell’infante e solo rinforza quel narcisismo e quell’atteggiamento di “ho il diritto di avere cio’ che voglio” che e’ sempre piu’ tipico della nostra societa’ (e che purtroppo devo ammettere e’ stato fortemente caratterisitico della generazione dei boomers….la mia).
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03/8
Legge della Magia - Osho

Ti voglio parlare di una delle più profonde leggi della vita. Forse non ci hai mai pensato prima. Hai sentito dire che alla base di tutto c’è la legge di causa ed effetto: tu crei la causa e ne segue un effetto.
Metti il seme nella terra e germoglierà. Se c’è la causa, l’albero ne è la conseguenza.
C’è il fuoco; se metti la mano nelle fiamme, ti brucerai. C’è la causa e seguirà l’effetto.
Prendi il veleno e morirai. Tu prepari la causa e da questa ne deriva un effetto.
Questa è una delle leggi scientifiche fondamentali, che alla causa segue un effetto è il legame più intimo che esiste in tutti i processi vitali.
Ma c'è una seconda legge, ancora più profonda di questa, apparirà assurda a chi non la conosce e non ha mai provato a metterla in pratica.
La seconda legge afferma: produci l’effetto e la causa seguirà.
C’è una situazione in cui ti senti felice: un amico, una persona amata è venuta da te.
La situazione è la causa.
Ti senti felice; la felicità è l’effetto. L’arrivo dell’amato è la causa.
Sii felice e gli amici appariranno.
Sii felice e tutto il resto ne consegue.
Non è vero solamente che se metti un seme nella terra ne ricaverai un albero; è anche vero che se c’è un albero, ci saranno milioni di semi.
Se la causa è seguita dall’effetto, l’effetto è di nuovo seguito dalla causa. È una catena!
Allora diventa un circolo – puoi iniziare da qualunque punto, dal creare la causa o dal creare l’effetto.
E io ti dico che è più facile creare l’effetto, perché esso dipende completamente da te, mentre la causa potrebbe non dipendere completamente da te.
Se dico che posso essere felice solo se un certo amico è con me, allora dipendo da quell’amico, dalla sua presenza o assenza.
Se dico che non potrò essere felice finché non avrò accumulato una certa ricchezza, allora dipenderò dal resto del mondo, dalla situazione economica e da tante altre cose. Potrebbe anche non succedere, e allora non sarò felice.
La causa è al di là di me. L’effetto è dentro di me. L’effetto sono io!
Se riesco a creare l’effetto, la causa seguirà.
Scegli la felicità – questo vuol dire che scegli l’effetto – e poi guarda cosa succede. Scegli l’estasi, e guarda cosa succede. Scegli di essere beato, e guarda cosa succede. La tua vita cambierà immediatamente e vedrai miracoli accadere intorno a te… perché ora hai creato l’effetto e le cause dovranno seguire.
Sembra una magia. Puoi persino chiamarla: “La legge del magico”.
La prima è la legge della scienza e la seconda è la legge della magia.
Prova! Hai provato l’altro modo per tutta la vita – e non solo in questa vita, ma anche in tante altre. Ora prova questa formula magica, questo mantra che ti sto dando.
Crea l’effetto, e guarda cosa succede. Non aspettare le cause; hai aspettato a sufficienza.
Scegli la felicità e sarai felice.

Che problema c’è? Come mai non riesci a scegliere? Perché non riesci a operare in base a questa legge?

Perché la tua mente, tutta la mente, che è stata educata dal pensiero scientifico, sostiene che se non sei felice e cerchi di esserlo, quella felicità sarà artificiale.
Ma tu non sai che l’energia vitale ha i suoi modi di operare.
Se agisci con totalità, diventerà una felicità reale. Ciò che conta è che l’attore sia assente. Entra totalmente in ciò che fai, e non ci sarà alcuna differenza. Se invece agisci con poca convinzione, rimarrà un fatto artificiale.
Se ti dico di danzare e cantare ed essere estatico, e provi a farlo senza convinzione, solo per vedere cosa succede, tenendoti comunque un po’ da parte e continuando a pensare: è una cosa artificiale, ci provo ma non succede, non è una cosa spontanea – allora rimarrà una recita, una perdita di tempo.
Se provi, provaci con tutto il cuore. Non tenerti da parte, entraci totalmente e diventa il recitare – dissolvi l’attore nella recita, e guarda cosa accade. Diventerà autentico, e allora sentirai che è un fatto spontaneo.
Sii felice, e quando sei su quella vetta di felicità, vedrai che tutto il mondo è felice con te.
C’è un vecchio detto: ridi e il mondo riderà con te; piangi, e piangerai da solo. Se riesci a creare l’effetto e ad essere estatico, persino gli alberi, le rocce, la sabbia e le nuvole danzeranno con te;
allora l’esistenza intera diventerà una danza, una celebrazione.
Ma dipende da te, dal fatto che sei capace a creare l’effetto. E io ti dico che è possibile. È la cosa più facile da fare. Sembra difficile perché non hai mai provato. Prova!

07/8
E’ attraverso la nostra vita che facciamo l’esperienza della verità.  Ogni attimo, evento, percezione è verità  che si manifesta aprendosi come i petali di un fiore nella luce del mattino. Nel semplice esistere, io sono verità manifesta, sperimentata e conosciuta. Assoluta sincronicità e identità tra colui che sperimenta e l’esperienza, tra colui che conosce e il conosciuto.

09/8
Il corpo e’ il veicolo divino, la porta dell’Assoluto, la sensuale espressione del Vuoto.
Essere nel corpo, vivere le sue dimensioni, riconoscerne le sottigliezze preziose e’ una benedizione.

25/9
Forse il più gran regalo che ho ricevuto da Osho e’ la liberazione da tutte le mappe.
La sua insistenza che la Vita non ha mappe e che ogni mappa è una limitazione che imponiamo a noi stessi e all’esistenza è stata ed è come un faro che illumina il mio cammino. Cosa c’e’ di meglio che togliere il tappeto sotto i piedi all’ego che si adagia nel presunto sapere della mappa e riprende in quel modo il suo dominio?
Le mappe sono importanti per aiutarci in certi momenti del percorso e vanno onorate anche come il risultato della ricerca di migliaia di esseri umani prima di noi. Allo stesso tempo, esse sono il tentativo, sempre perdente, di racchiudere l’esperienza  diretta del momento presente in uno schema concettuale che non solo è concepito altrove da noi stessi, ma fa ormai parte della conoscenza ordinaria. Il modo migliore per usare una mappa è semplicemente riconoscere il segno di riferimento in rapporto alla propria esperienza presente e trarne conforto laddove vi sia una similitudine, per poi lasciarla andare subito.
Quante volte mi sono trovato invischiato in inutili tentativi di far combaciare la mia esperienza con le mappe in cui credevo in quel momento: sentendomi pompato quando c’era  vicinanza  e depresso quando no, e perdendo in ogni caso la pura unicità della mia esperienza.

9/10
Sessualita’ e’ la manifestazione della forza vitale piu’ sovversiva che esiste.
Sessualita’ non rispetta confini, istituzioni, credenze, dogmi, comandamenti…e’ forza selvaggia e indomita che risplende in ogni raggio di sole, profumo in ogni fiore che sboccia, e’ nel vento che ti spazza via o ti accarezza, nei fiumi che straripano, negli sguardi che incontriamo, nelle parole che vorremmo dire, nel nostro sangue che scorre…chi puo’ domare tale divina potenza? Impresa folle e meschina che solo genera distorsione, paura, violenza…
Solo la comprensione ed esperienza diretta della sessualita’ come linfa essenziale di TUTTO CIO’ CHE C’E’, puo’ salvare questa umanita’.
Sessualita’ che e’ mistero, avventura, arrendersi alla vita.
Sessualita’ che e’ la corrente di scintille creative che a TUTTO danno vita.
Sessualita’, vuoto primario che si manifesta e conosce divenendo forma; vuoto che si riempie in amore e liberta’; gloriosa fusione di vivendo/morendo, qui, ora, in Essere.

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"Il modo in cui ora guardo alla mia vita, alle situazioni, ai cosidetti "problemi" contempla possibilita'  e risorse per me inimmaginabili fino a poco tempo fa"

- Valentina Franchi
bancaria

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