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TUnicità.

Posted on Sep 09, 2014 by Avikal


Se ti fermi solo per un attimo a contemplare te stesso e la tua vita non è difficile accorgerti della sensazione di essere diverso da chiunque altro.
Io sento di essere un individuo. Tu probabilmente senti la stessa cosa o l’hai sentita in passato. Tutti quelli cui ho chiesto hanno avuto questa percezione, a volte in maniera molto intensa a volte come una vibrazione di sottofondo. Io sono me stesso, il bene e il male, la luce e l’ombra, quello che mostro e quello che condanno e nascondo.
Sono tutto quello.
Questo è un sentire vero e ultimo: sono tutto quello che sono, sei tutto quello che sei.
Non esiste nessuno come me e nessun altro come te. Forse simile ma di sicuro non uguale: unicità è la tua natura intrinseca. E lo stesso è vero per qualunque manifestazione dell’esistenza: animali, piante, nuvole, rocce…come maestri e mistici hanno indicato per secoli e secoli.
Allora la questione è se vogliamo vivere in modo consapevole, se vogliamo rendere manifesta, onorare, condividere e godere di questa unicità in tutte le sue dimensioni: fisica, mentale, emozionale e spirituale.
Cominciamo dall’inizio: la tendenza a voler provare compulsivamente, a noi stessi e agli altri, d’essere speciali è l’ostacolo principale. Voler essere speciale è in pratica la negazione abituale dell’unicità. La specialità si basa sul paragone, sul voler essere più di, meglio di, più in alto di qualcuno o di tutti. Unicità d’altra parte è il semplice riconoscimento che nello Spirito non è possibile alcun paragone, nessuna gerarchia ha senso.
Unicità allora non ha a che fare con essere di più o meglio di qualcun altro bensì con l’essere più e più di se stesso, possibilmente essere la totalità di ciò che sono. Ha a che fare con il portare a consapevolezza ed espressione tutte le sfaccettature di quest’unicità.
Il desiderio di essere speciale è l’ombra di una relazione infantile con il giudice interiore, la rappresentazione interiorizzata dei genitori, i valori, le credenze, gli atteggiamenti, gli standard e i pregiudizi che abbiamo ereditato e fatti nostri.
Chiunque si sia chiesto “Chi sono io?” con passione fino in fondo, ha trovato inevitabilmente che il vero Io, quello che chiamo il Sé autentico, è libero dal passato e non è definito da esso. Questo non vuol dire che il passato scompare o che non possa essere usato come una risorsa se necessario, piuttosto significa che il Sé autentico ha la capacità di fare l’esperienza e conoscere se stesso nel presente in maniera fresca e originale, senza inconsci filtri del passato. Il passato è stato integrato e non limita o condiziona la percezione immediata e diretta di ciò che è.
Perché è importante, anzi vitale, realizzare la nostra unicità e vivere da quella realizzazione, per noi e il nostro pianeta? Credo che ci sia poca speranza per questo pianeta se continuiamo ad essere guidati e controllati dal passato e la somma accumulata delle paure dei nostri antenati.
La realtà dell’unicità è probabilmente la chiave più efficiente e universalmente condivisa per andare oltre la tendenza compulsiva della personalità a generare e trarre profitto dal conflitto e la separazione. Il risultato naturale e immediato del senso d’essere unico e della sua incarnazione è il riconoscimento dell’unicità di chiunque altro che porta con sé stupore, curiosità e reverenza per il Mistero che sei tu, siamo noi, è tutto questo.
 

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"Il modo in cui ora guardo alla mia vita, alle situazioni, ai cosidetti "problemi" contempla possibilita'  e risorse per me inimmaginabili fino a poco tempo fa"

- Valentina Franchi
bancaria

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