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Un passo sublime e necessario

Posted on Jul 03, 2014 by Avikal


Mi guardo intorno e vedo donne e uomini sbocciare, persone che iniziano a incarnare senza colpa, vergogna o falso orgoglio la loro umanità.
Il cammino fatto insieme in questi anni sta certamente dando i suoi frutti, grazie al vostro lavoro, il mio e quello dell’Integral Being Institute.
Ricordo bene quando ripetevo costantemente a coloro che cominciavano ad affrontare la tematica del loro giudice interiore che il mio lavoro era fondamentalmente con le radici e le ombre, e che i fiori sarebbero venuti per conto loro. Poi l’Essenza e Satori e, in questi ultimi anni, il Tantra. 
I fiori si stanno mostrando ed è un’esplosione di bellezza, abbondanza e individualità.
E il mio cuore è pieno di gratitudine e diletto.

C’è ora un passo necessario. 
Un passo che è già presente nella natura delle cose e quindi ancora una volta il mio compito è solo quello di dargli un nome, di renderlo esplicito, insomma di essere il dito che punta alla luna.

Un’unica intenzione: andare oltre la separazione.
 
L’ipnosi più profonda, quella su cui si basa tutta la nostra percezione della realtà e condiziona il nostro vivere è l’illusione della separazione al cui centro è la nostra identificazione con “io sono colui che fa”.
In questi anni il percorso che abbiamo fatto ha avuto fondamentalmente due linee guida:
1. l’inchiesta sulle tematiche della personalità - prigione dell’anima - con il giudice interiore come cane da guardia. La scoperta della possibilità di trasformare consapevolmente la nostra dinamica interna tra bambino e giudice e, finalmente, la possibilità e gli strumenti per usare le
tematiche come porte nella nostra vera natura, l’Essenza.
2. Lo sviluppo della capacità di spostare la nostra attenzione dall’identificazione con l’oggetto dell’esperienza (pensieri, emozioni, sensazioni, storia, l’altro ecc.) verso il soggetto, il CHI che è consapevole dell’esperienza. Riconnetterci con le qualità essenziali, fare l’esperienza delle
potenzialità dell’Essere e infine conoscere il Vuoto Creativo come la sorgente di tutto ciò che è.

La nostra esplorazione è stata, e continua ad essere, ricca, imprevedibile, dolorosa, esilarante, terrificante, gioiosa e mille altre cose e in questa complessità le risorse della propria unicità stanno emergendo diventando disponibili e cambiando noi stessi e il mondo in cui viviamo. Le vecchie descrizioni sono crollate, i concetti, le opinioni, le idee sulla realtà si sono sgretolate e nuovi mondi emergono dentro e fuori, possibilità, visioni, e un senso di responsabilità individuale che si fonda sull’integrità, un sguardo chiaro e la volontà di sentire tutto. Non è più possibile scappare, nasconderci, evitare, spostarci, giustificare…la testa è nella bocca della tigre.

Tutto questo porta in modo inequivocabile alla luce come creiamo separazione, come la coltiviamo, come continuiamo a credere nella sua realtà e, soprattutto, come evitiamo di assumerci la responsabilità della separazione che creiamo nascondendola a noi stessi, evitando di sentine il dolore, posponendo, continuando a leccarci vecchie ferite e in mille altri modi.
Ora si tratta di assumerci in pieno questa responsabilità verso noi stessi e il mondo, sia individualmente che collettivamente come compagni in un viaggio che condividiamo, dove ci diamo sostegno, affetto, presenza.

Le domande allora che ci poniamo laddove vi siano conflitti, attriti, incomprensioni, distanza, costrizioni, isolamento, non comunicazione, rimorso, risentimento, sono “Come sto creando separazione in questo momento?” e “Sono disposto a fare tutto quello che è in mio potere per
andare oltre la separazione?”
Queste domande ci ributtano senza mediazioni o scuse possibili in noi stessi e quindi nel punto reale dove l’illusione della separazione trova le sue radici, e così pure la sua trascendenza.

Quando ci facciamo queste domande non ci sono più scappatoie, scuse, tentazioni al rimandare.
“Qui/Ora come creo, io, una realtà dove sono separato da te, dal mondo, dalla verità, dall’amore?”
E il dolore si fa intenso e brucia le ipnotiche resistenze della personalità e il suo indulgere nella ricerca di “fatti” e “ragioni”.

Quando io, tu, noi, decidiamo di vivere in questa intensità dove ognuno è personalmente e direttamente responsabile della separazione creata, acceleriamo enormemente la nostra possibilità di fare l’esperienza e di vivere nella fondamentale unità del reale, ci sottomettiamo
senza indugi a ciò che è e invitiamo con passione l’immensità del Vuoto che è Mistero.

Avikal

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Comments

vittoria wrote...

Grazie Avikal.faccio sogni frequentissimi di trovarmi in paesaggi sconosciuti da cui non so come ritornare in quelli che conosco.All\'inizio la situazione era angosciante...ora sempre di meno..non cerco più di tornare..

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"Il modo in cui ora guardo alla mia vita, alle situazioni, ai cosidetti "problemi" contempla possibilita'  e risorse per me inimmaginabili fino a poco tempo fa"

- Valentina Franchi
bancaria

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