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Resa e Sottomissione

Posted on Jan 24, 2012 by Avikal

Resa e Sottomissione

Parole difficili da sentire e ancora più da digerire, che immediatamente attivano reazioni, sospetto, timori, interpretazioni mentali.
Eppure, resa e sottomissione sono elementi centrali al cammino spirituale e, una volta passati attraverso i veli che personalità e storia personale frappongono, le scopriamo anche come dimensioni gioiose, eleganti, potenti, rinvigorenti e delicate.
E, a mio parere, inevitabili.
Esse, più d’ogni altra rivelazione, aprono il cammino e solidificano l’esperienza della non separazione.

La differenza fondamentale tra resa e sottomissione e’ che la resa e’ fondamentalmente la comprensione vissuta che l’Io separato non esiste e quindi non e’ un’azione, qualcosa che devo o posso agire. La sottomissione, d’altro canto, e’ la comprensione profonda della mia realtà presente di completa sottomissione come personalità - sottomissione conclusa e integrata a tutti i livelli con il grande tradimento - e la scelta cosciente di sottomettermi al maestro, alla verità e/o ad una comunità.

Al Ranch in America negli anni ’80, cominciavamo e finivamo le giornate con il Gacciami,
il classico rituale buddista: “Buddham Sharanam Gacciami, Dhammam Sharanam Gacciami, Sangham Sharanam Gacciami  ... M’inchino al Buddha, m’inchino alla Verità del Buddha, m’inchino alla Comunità del Buddha”. Allo stesso momento, in tutti gli angoli della comune, tutti i sannyasins s’inginocchiavano e sottomettevano. E la personalità sclerava, giorno dopo giorno nel rafforzamento rituale di una scelta presa: dedico la mia vita alla verità, a me stesso, all’essere.
Per alcuni era la Verità l’elemento principale, per altri il Maestro, per altri la Comune, che sono solo forme e nomi diversi per indicare una cosa sola: l’impegno personale a rinunciare alla reattività dell’Ego inevitabilmente costretto a separare la volontà personale da quella universale e quindi a vivere in isolamento, mancanza di fiducia e paranoia.

Arrendersi non e’ possibile, non si può fare, accade attraverso la digestione e integrazione della realizzazione: IO non esisto come un'entità. La resa e’ parte dell’evento illuminazione: la comprensione profonda, non mentale, che non esiste un'entità localizzata dentro il corpo che fa l'esperienza del mondo e degli altri come fuori e separati da se’.
Sottomettermi e’ la pratica quotidiana di comprensione della prigione in cui vivo già schiavo parte di una tribù di schiavi, e la scelta momento per momento di lasciare andare il controllo, la reattività intrinseca all’illusione egoica e le difese automatiche dissolvendomi nel grande oceano dell’Essere attraverso la mia dedizione al Maestro, la Verità’ e la Comune. Sottomissione e’ parte del lungo cammino della realizzazione del Se’ che esplicita il risveglio. Questo processo di realizzazione del Se’ e’ un riassorbimento della mente, del corpo e del mondo nella Presenza Consapevole da cui essi sono generati e da cui essi non sono MAI stati separati.

Il paradossale risultato di resa e sottomissione e’ il risplendere e l’integrazione della Perla Senza Prezzo, la vera e naturale individualità.

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Comments

lino wrote...

mi rendo conto che la resa equivale al ritorno a casa e riguarda il pellegrinare di ogni essere vivente umano. vale la pena assolutamente mettersi in viaggio, nonostante le critiche della mente egoica. D'altra parte,ora lo comprendo, non esiste altra soluzione alla sofferenza inutile. grazie

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"Il modo in cui ora guardo alla mia vita, alle situazioni, ai cosidetti "problemi" contempla possibilita'  e risorse per me inimmaginabili fino a poco tempo fa"

- Valentina Franchi
bancaria

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