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Non fare un'altro bagaglio di quello che impari!

Posted on Aug 08, 2011 by Avikal

Sono ormai più di dieci anni che insegno come cambiare la nostra relazione con il giudice interiore.
Centinaia di persone sono passate attraverso i miei corsi e quelli di Karuna e Kapil e una cosa e’ chiara: quello che insegniamo funziona.
Ma funziona per tutti?
No, non funziona per tutti e non funziona nello stesso modo.
Qual’e’ allora la differenza, che cosa e’ che rende l’insegnamento e la comprensione dell’insegnamento efficace e cosa invece lo rende solo un ulteriore bagaglio, un peso morto?
Ho osservato una cosa molto semplice: ci sono persone che hanno trasformato la loro comprensione della dinamica del giudice interiore in una fiamma che brucia di passione e guida la loro intelligenza e forza vitale e ci sono invece persone che hanno fatto dell’insegnamento spirituale qualcosa con cui fregiarsi il petto o in cui cercare conforto e giustificazione. Persone queste che conoscono le parole e i concetti ma non praticano la via.

Spiritualità non e’ un insieme di comprensioni e di esperienze a cui riferirsi quando ci sentiamo persi e disconnessi dalla vita bensì il coraggio e l’innocenza di buttarsi con tutto il cuore nelle situazioni che la vita ci offre ogni momento, passando attraverso e lasciandoci alle spalle le trappole della paura e della speranza.

Si vede da lontano chi sta veramente facendo i conti con il suo superego: si vede nell’intensità dell’attenzione che ha verso l’automatismo del proprio giudizio, si vede nella velocità con cui riconosce e lascia andare opinioni e pregiudizi, si vede nella chiarezza con cui percepisce i sintomi dell’essere sotto attacco o dello stare attaccando qualcun altro, si vede nella capacita’ di non agire la propria inconscia reattività, e si vede soprattutto nella serenità e leggerezza che si manifestano quando e’ riconosciuta la relatività dell’esperienza personale.

Insegno come cambiare la nostra relazione con il superego non perché questo e’ “astrattamente” interessante o utile bensì perché non c’e’ vera vita fino a quando siamo schiavi del passato, e cos’altro e’ il giudice interiore se non il guardiano dello status quo?
Il nemico acerrimo della trasformazione, dell’amore che pulsa di forza vitale, e del mistero immenso in cui siamo immersi.

Usare per sopravvivere quello che l’insegnamento ci da’ e’ un’altro trucco del giudice, giustificare le nostre azioni con una “comprensione spirituale” e’ un altro trucco del giudice, trovare sollievo in una presunta superiorità spirituale e’ un altro trucco del giudice, pensare di “sapere” e’ la trappola fondamentale e l’appassire dell’anima.

Ogni volta che guardiamo fuori, ogni volta che ci basta trovare un nome, una definizione, una scusa per inscatolare noi stessi e ripeterci incessantemente...ogni volta che cerchiamo qualcuno da incolpare o qualcuno che ci salvi dissipiamo la preziosa ricchezza della nostra umanità...e l’anima raggrinzisce.

Spesso sento dire che questa strada e’ difficile.

E’ vero che crescere implica impegno e attenzione e volontà e che a volte e’ difficile trovare le risorse dentro di se’...ed e’ anche vero che solo quello che nasce dalla nostra intelligenza, amore e dedizione ci può soddisfare, nient’altro...e voi lo sapete bene.

E’ anche questa, solo iniziale, difficoltà che ci da’ un grande e crescente senso d’integrità e di fiducia, che ci fa sentire: si questo, finalmente, sono io!

Nella scoperta del nostro Se’ autentico non siamo soli, ci sono intorno a ognuno di noi persone che hanno fatto un passo fondamentale e messo se stessi al centro della propria vita, non come fa l’ego che narcisisticamente pensa e si aspetta che tutto ruoti intorno a lui, ma, immersi nel fuoco della responsabilità della propria crescita, hanno il coraggio di domandarsi di continuo, in ogni situazione: tutto questo che cosa ha a che fare con me? E quindi rivolgono dentro la loro attenzione e quindi la loro consapevolezza e quindi la loro energia e nel fare questo smettono di cercare fuori risposte, ragioni, giustificazioni.

E solo allora trovano comprensione e significato, subito, magicamente, nel Se’ che e’ verità’.

L’affermazione “La Verità ti rende Libero” ha senso solo se TU ti conosci come Verità incarnata, se l’insegnamento non e’ un insieme di parole e di concetti ma pratica vivente della tua attenzione e fiorire della tua passione, allora si la verità ti rende libero, perché TU sei verità e libertà e contentezza. Questa e’ la tua natura.

Avikal

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Comments

Marco wrote...

posso testimoniare che è vero, non per tutti funziona. Grazie

Elisa wrote...

Apprezzo molto queste parole di Avikal e mi risuonano. Per una persona mentale e analitica come me, e' importante restare nel concreto e trovare un modo per essere regolare e costante nella pratica di cio' che ho imparato.

Kheli da Verbania wrote...

Le parole se ne vanno...

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"Il modo in cui ora guardo alla mia vita, alle situazioni, ai cosidetti "problemi" contempla possibilita'  e risorse per me inimmaginabili fino a poco tempo fa"

- Valentina Franchi
bancaria

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